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Guide · 2026

Biciclette elettriche cinesi in Svizzera: le due categorie e cosa cambia

Una bicicletta elettrica non è un oggetto normativo unico: la Svizzera ne conosce due, e il confine tra le due decide tutto — l'età, la patente, il casco, la targa e persino il diritto di circolare su una pista ciclabile. A questo si aggiunge una particolarità che pochi acquirenti conoscono: l'Unione europea colpisce le biciclette elettriche cinesi con dazi antidumping, la Svizzera no. Ecco cosa dicono i testi, e cosa non dicono.

Due categorie, e una sola domanda da porsi: 25 o 45 km/h

La «bicicletta elettrica lenta» assiste fino a 25 km/h con un motore di al massimo 500 W. Nel diritto svizzero è un ciclomotore leggero ai sensi dell'art. 18 lett. b n. 1 OETV. Nessuna targa, nessuna licenza di circolazione e, dai 16 anni, nessuna patente di condurre; tra i 14 e i 16 anni è richiesta la patente M (art. 5 cpv. 2 lett. d e art. 6 cpv. 1 lett. f OAC).

La «bicicletta elettrica veloce» assiste fino a 45 km/h con un motore di al massimo 1 kW ed è un ciclomotore veloce ai sensi dell'art. 18 lett. a OETV. Qui la patente M è obbligatoria per tutti, a partire dai 14 anni, senza eccezioni di età.

Questo confine non è amministrativo, è fisico: è la velocità alla quale l'assistenza si interrompe. Una bicicletta venduta come «25 km/h» e riprogrammata per superare tale limite non diventa una bicicletta veloce, diventa un veicolo non conforme. L'art. 177 cpv. 2 OETV esige del resto che la potenza e la velocità massime siano protette contro qualsiasi manipolazione.

La bicicletta da 25 km/h: pochi obblighi, ma ci sono

Il casco non è obbligatorio su una bicicletta elettrica lenta (art. 3b cpv. 2 lett. g ONC). È raccomandato, il che non è la stessa cosa, e nessuno vi multerà se non lo indossate.

L'illuminazione, invece, lo è sempre, di giorno come di notte: luce bianca davanti, luce rossa dietro, accese anche in pieno sole. Questo obbligo è entrato in vigore il 1° aprile 2022 e vale per tutte le biciclette elettriche.

Per il resto, le regole di circolazione sono quelle delle biciclette: pista ciclabile quando esiste, altrimenti la carreggiata, mai il marciapiede.

La bicicletta da 45 km/h: targa gialla, casco, specchietto, tachimetro

La bicicletta elettrica veloce si immatricola. Targa di controllo e contrassegno annuale valido fino al 31 maggio, che attesta l'assicurazione di responsabilità civile obbligatoria (art. 90 OAC).

Il casco è obbligatorio (art. 3b cpv. 1 e 3 ONC), è richiesto almeno uno specchietto retrovisore esterno sinistro (art. 179b cpv. 1 OETV) e il tachimetro è diventato obbligatorio per le nuove immatricolazioni dal 1° aprile 2024. I veicoli già in circolazione hanno tempo fino al 1° aprile 2027 per adeguarsi.

Con il solo motore, senza pedalare, la velocità resta limitata a 30 km/h. E la bicicletta veloce, a differenza di quella lenta, rientra nei divieti di circolazione applicabili ai veicoli a motore.

Ciò che l'Europa chiama bicicletta, e ciò che chiama ciclomotore

Nell'Unione europea una bicicletta a pedalata assistita resta una bicicletta finché il motore non supera i 250 W di potenza nominale continua e l'assistenza si interrompe a 25 km/h: è la definizione di EPAC, che la esclude dal campo dell'omologazione del regolamento (UE) n. 168/2013. Oltre, il veicolo passa nella categoria L1e-B, la stessa famiglia del ciclomotore.

Ne deriva una differenza discreta ma reale con la Svizzera: da noi i 500 W valgono per una bicicletta da 25 km/h, mentre il limite europeo è di 250 W. Un modello perfettamente legale qui può quindi non corrispondere alla definizione europea di bicicletta.

Varcare il confine con una bicicletta da 45 km/h immatricolata in Svizzera solleva questioni di omologazione, di targa e di assicurazione che i testi non chiariscono con nettezza. Preferiamo dirlo piuttosto che inventare: prima di un soggiorno in bicicletta veloce in Francia, Germania, Italia o Austria, informatevi presso l'USTRA o presso le autorità del Paese che visiterete.

Il prezzo: l'Europa tassa le biciclette elettriche cinesi, la Svizzera no

Dal 2019 l'Unione europea applica dazi antidumping e compensativi sulle biciclette elettriche originarie della Cina. Queste misure sono state prorogate di cinque anni da due regolamenti di esecuzione del 23 gennaio 2025, applicabili dal 25 gennaio 2025. Le aliquote variano molto da un produttore all'altro.

La Svizzera, dal canto suo, ha soppresso i dazi doganali industriali il 1° gennaio 2024 per i capitoli da 25 a 97 della tariffa, e la SECO indica che la Svizzera in generale non applica misure antidumping o compensative, a differenza della maggior parte dei suoi partner commerciali.

Conseguenza pratica per l'acquirente: il riflesso di ordinare nell'Unione perché «costa meno» merita di essere verificato modello per modello, tanto più che all'importazione si aggiungono l'IVA svizzera dell'8,1 % e, dal 1° gennaio 2025, una franchigia di valore per i viaggiatori ridotta a 150 franchi per persona e per giorno. Una bicicletta elettrica la supera sempre.

Resta la questione che decide davvero: la garanzia e l'assistenza. Una bicicletta acquistata da un rivenditore svizzero si ripara presso di lui; una bicicletta ordinata all'estero riparte per l'estero.

Ciò che non pubblichiamo

Gli importi delle multe previste per una bicicletta sbloccata circolano ovunque sul web, ma non abbiamo trovato alcuna fonte ufficiale che li fissi. Non li riprendiamo quindi. Ciò che è certo, invece, è che una bicicletta sbloccata perde l'omologazione e circola illegalmente, con le conseguenze assicurative che ne derivano.

Non pubblichiamo nemmeno un confronto numerico dei prezzi tra la Svizzera e l'Unione per uno stesso modello: nessun dato pubblico serio permette oggi di stabilirlo. Il giorno in cui esisterà, sarà qui, con la sua fonte.

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